Norme Anti-Covid: nuove regole per la gestione quarantena a scuola

Presidi, professori e studenti si stanno lentamente adeguando alle norme anti-Covid imposte dal Ministero della Salute e dell’Istruzione.

Le regole, create proprio per la difesa dei giovani studenti, hanno iniziato a cambiare e a generare sempre più perplessità.

Il nuovo protocollo, inviato alle scuole di tutta Italia il 6 Novembre, sembrerebbe aver chiarito la situazione definitivamente.

Vediamo insieme cosa è cambiato e come si dovranno muovere i professori in caso uno degli studenti risultasse positivo. Le norme sulla regolazione della quarantena sono utili a tutto il personale scolastico, che saprà sempre come comportarsi e come agire.

Nuovo protocollo quarantena

La scuola si sta mobilitano per riportare attivamente le lezioni in presenza, così da permettere agli studenti di tornare ad occupare i banchi delle aule.

L’anno scorso, più o meno in questo periodo, circa 3 milioni e 700 mila studenti usufruivano della Didattica A Distanza (DAD). Oggi, invece, più del 70% di questi studenti è rientrato a scuola e segue attivamente ogni giorno.

I protocolli di sicurezza sono stati varati proprio per evitare che la situazione precipiti nuovamente, avvicinando ancora più alunni alla scuola.

In base a quanto dichiarato, sappiamo che la famosa “quarantena di classe” scatterà solo in caso vengano registrati tre positivi in una stessa classe.

In presenza di un solo caso positivo, tutti i compagni di classe dovranno effettuare due test diversi: il primo non appena viene ricevuta la notizia, ed il secondo dopo cinque giorni.

Se il primo test - chiamato “T0” risulta negativo, potranno tranquillamente rientrare in classe.

In presenza di due casi positivi, tutti gli alunni vaccinati continueranno ad andare a scuola sorvegliati attraverso il classico sistema di testing. Quelli non vaccinati, invece, dovranno essere messi direttamente in quarantena.

Infine, in presenza di tre casi positivi, tutta la classe verrà automaticamente messa in quarantena. La prevenzione è in questi casi necessaria, così da evitare ulteriori problemi.

Per i bambini dei servizi dell’infanzia, è previsto un primo test immediato e poi una quarantena obbligatoria di dieci giorni, considerando le possibili aggravanti per la mancata vaccinazione.



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