Ecco come funzionano i permessi “Diritto allo Studio”

Uno dei ruoli più importanti del Ministero dell’Istruzione, è quello di favorire la formazione di docenti preparati e sempre aggiornati.

Ogni anno, vengono concessi a professori e membri del personale ATA, dei permessi speciali, che prendono il nome di “permessi diritto allo studio”.

In generale, parliamo di piccole agevolazioni a livello di orario e compiti da svolgere, che aiutano i dipendenti a seguire contemporaneamente un corso di specializzazione o formazione professionale.

Lo scopo è quello di aiutare tutti i membri del personale scolastico a migliorarsi, concentrandosi sul lavoro quotidiano e sulla crescita professionale.

Le norme che regolano l’assegnazione dei permessi, sono contenuti all’interno del D.P.R. 23 agosto 1988 n. 395 e all’interno del Contratto Integrativo Regionale sottoscritto il 31 ottobre 2019.

Qui si leggono le indicazioni specifiche per la presentazione della domanda di permesso e per i requisiti annessi. Li scopriremo insieme, così da aiutarvi a capire se questa è una possibilità che potete cogliere o meno.

I requisiti richiesti

Iniziamo cercando di capire quali sono gli elementi chiave, i requisiti base che i richiedenti devono possedere per poter fare domanda.

I permessi diritto allo studio sono rivolti a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione assunti a tempo indeterminato, ed ai supplenti con nomina annuale.

Possono inviare la richiesta coloro che intendono seguire specifici corsi di formazione o specializzazione, con lo scopo di migliorare il proprio punteggio e le proprie abilità.

Vengono concesse un massimo di 150 ore annuali, che verranno suddivise nell’arco di un anno scolastico completo - generalmente dal primo Gennaio al 31 Dicembre.

Le domande vanno presentate tra il mese di Settembre e metà Novembre, così da poter concordare con l’Ufficio amministrativo gli orari e le singole concessioni.

Sono considerate ammissibili tutte le attività che consentono lo sviluppo delle competenze del docente, o che gli permettono di conseguire nuovi titoli professionali.

Chi può presentare domanda

Chiariamo meglio quali i corsi e le attività consentite, che permettono al personale scolastico di fare domanda senza preoccupazioni.

Finché si rispettano i tempi previsti di consegna della domanda, possono richiederla tutti coloro che si iscrivono a:

  • Corsi universitari

  • Corsi post laurea (es. master)

  • Corsi di formazione professionale

  • Corsi di istruzione primaria

  • Corsi per il conseguimento di diploma di istruzione secondaria di secondo grado

  • Tirocini formativi

  • Corsi per l’ottenimento di qualifiche regionali

  • Corsi di specializzazione

  • Corsi ITS

Solo il 3% dell’organico ATA e il 3% del personale docente può avere accesso alle autorizzazioni per il diritto allo studio.

Solitamente, il numero di docenti richiedenti non è eccessivamente alto, e non si ricade nella problematica della mancata assegnazione.

In casi particolari, quando le domande sono superiori alla percentuale, si tende a dare priorità a coloro che devono completare uno specifico percorso, piuttosto che assegnare l’autorizzazione a coloro che devono ancora iniziarlo.

Come presentare la domanda

Come abbiamo visto, le domande di assegnazione dei permessi diritto allo studio devono essere presentate tra Settembre e Novembre.

I docenti ed il personale ATA interessato, dovranno consegnare la corretta documentazione all’Ufficio Scolastico, assicurandosi di rispettare le tempistiche richieste.

All’interno della documentazione, andranno riportati i dati anagrafici del richiedente, il ruolo che ricopre, il numero di anni di servizio, la finalità del corso scelto, l’impegno orario richiesto ed una certificazione che attesti l’avvenuta iscrizione al corso stesso.

L’Ufficio si occuperà di analizzare nel dettaglio la situazione del richiedente, cercando di capire se l’assegnazione è fattibile e se le informazioni riportate rispettano le norme specifiche.

In particolare, vengono prese in considerazione la tipologia di contratto del dipendente - full time o part time - e l’affidabilità della persona.