Il ruolo dell’Insegnante di Sostegno: come si prospetta il futuro per questa figura?

La figura dell’insegnante di sostegno, un professionista specializzando nell’assistenza di studenti con difficoltà, è sempre stata in bilico.


Fin dalla sua introduzione, si è lottato per tenerla ancorata al sistema scolastico ed evitare che l’economia prevalesse sulle necessità degli studenti.

Ultimamente, un articolo rilasciato da Dario Ianes sul sito Superando, ha riaperto la discussione sul futuro dell’insegnante di sostegno.


Un numero consiste di economisti, ritiene che questa figura possa essere “inglobata” tra i docenti di ruolo, facendo risparmiare soldi al Ministero dell’Istruzione.

Inutile dire quante proteste si sono sollevate da parte dei sindacati, assolutamente contrari alla rimozione dell’insegnante di sostegno.


Non ci sono ancora iniziative ufficiali, ne tantomeno minacce reali riguardo la cancellazione del ruolo. Se mai dovesse succedere, sarebbe comunque tra una decina di anni, e sicuramente non prima.


Tuttavia, è giusto informarsi riguardo questo nuovo dibattito. Ciò che si sta analizzando, è il contrasto tra Inclusività e Isolamento, cercando di capire se il sostegno assistito agli studenti porta ad una o all’atra ipotesi.


Guardiamo nel dettaglio le parole di Ianes e i punti di vista sull’argomento, così da far luce sul possibile futuro di tutti gli insegnanti di sostegno.


L’articolo di Dario Ianes


Come anticipato, nell’articolo di Superando di Dario Ianes, lo psicologo riporta il suo punto di vista riguardo la questione “sostegno”.

Riportiamo di seguito una delle frasi più significative, dove si legge chiaramente il succo della questione.


Anche per evitare la distorsione dell’utilizzo del sostegno non come inclusivo ma come “isolativo” (sic…) fino a correre il rischio di una riproposizione, in forma diversa, di scuole speciali o para speciali che prendono vita negli stessi spazi scolastici in aule più o meno dedicate riservate agli alunni con disabilità e al personale che, anche se non dovrebbe, si occupa solo di loro


Secondo la sua opinione, si stia rischiando di non offrire a questi ragazzi la giusta libertà. Un eccessiva concentrazione sull’assistenza, potrebbe portare al risultato opposto, ovvero all’isolamento.


Eppure, gli insegnati di sostegno continuano ad essere assolutamente fondamentali all’interno del sistema scolastico.


E’ vero che ci si stanno concentrando grandi quantità di denaro sull’aggiornamento del personale scolastico in materia di handicap, ma questo non giustifica necessariamente l’eliminazione di una figura così tanto importante.


Chi riceve il sostegno


Nonostante il pensiero comune, gli insegnanti di sostegno si occupano di una porzione piuttosto variegata di studenti.


Non solo gli alunni disabili o portatori di handicap, ma anche alunni BES afflitti da tantissimi tipi diversi di patologie, così come studenti di etnia straniera, che hanno difficoltà ad integrarsi e capire la lingua.


Rientrano nel gruppo anche coloro che presentano ritardi di apprendimento più o meno accentuati, che hanno bisogno di un aiuto in più per poter affrontare tutto il fiume di insegnamenti che interessa gli alunni ogni giorno.


La legge 104/1992 stabilisce che: “È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”.


E’ quindi piuttosto semplice comprendere quali sia il numero effettivo di studenti che hanno bisogno di un’insegnante di sostegno.

Non possiamo pensare di eliminare dalla scuola questa figura, ancora troppo importante per la crescita e lo sviluppo degli alunni.


I genitori possono rifiutare


In risposta ai commenti di Ianes riguardo l’inclusività, bisogna precisare un aspetto fondamentale.


L’ottenimento del sostegno, è direttamente legato alla richiesta da parte dei genitori. Questi ultimi, sono tenuti a presentare un’istanza per l’accertamento della disabilità all’Inps, attraverso cui richiedere il sostegno scolastico.


Gli stessi genitori, possono rifiutare o non accettare il sostegno, in base a quanto lo ritengono opportuno per la crescita del ragazzo.

Rifiutare l’assistenza non significa certo perdere i benefici della 104 per gli handicap del figlio, ma semplicemente dargli la possibilità di scegliere.


La libertà di scelta è proprio la dimostrazione della massima inclusività proposta dall’insegnamento assistito. Non c’è motivo per cui dovremmo rinunciare ad una figura tale, nonostante il parere degli stessi economisti.



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