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Organici scuola 2023/24, sostegno: aumento di 9mila posti, confermati posti comuni e potenziamento

Di venerdì 3 marzo 2023 l’incontro al Miur con i sindacati per discutere sulla bozza del decreto interministeriale che definirà il contingente docenti per l’a.s. 2023-2024, comprendendo i posti comuni, sul sostegno e di potenziamento. Dal confronto emerge il permanere dei limiti sulla disposizione di risorse di investimento per migliorare la qualità degli interventi sulla scuola e le deroghe sul numero minimo degli studenti per classe.


Contingente scuola sostegno 2023-24: aumento di 9mila posti


Un tavolo di confronto sul provvedimento che definirà l’organico del personale docente in merito ai posti comuni, di sostegno e di potenziamento per il prossimo anno scolastico. Le organizzazioni sindacali, durante il tavolo di confronto, come anche riportato nel sito della FLC CGIL, a seguito dell’analisi delle dotazioni organiche docenti, hanno evidenziato la necessità quanto di incrementare il numero del contingente scolastico quanto di mantenerlo.

In merito all’organico docenti per l’anno scolastico 2023-24 per i posti comuni e di potenziamento, si confermano i numeri dello scorso anno scolastico: 670.450 posti curriculari a fronte di 670.458 di quest’anno scolastico in corso. Se proprio volessimo essere precisi, si tratta di una riduzione di otto posti.

Una novità arriva invece per il contingente del personale scuola sui posti di sostegno che nel provvedimento risulta incrementato di 9.000 posti, per effetto della legge di bilancio 2021. Il contingente organico sul sostegno previsto dal decreto salirà in numero di 126.170 posti. Nell’a.s. in corso i posti di sostegno erano 117.170. Il limite massimo dell’adeguamento dell’organico di fatto resta comunque invariato su 14.142 posti. In realtà infatti non si tratta proprio di aumento ma di spostamento dei posti dall’organico di fatto all’organico di diritto.

Secondo le organizzazioni sindacali, l’incremento dell’organico scuola sui posti sul sostegno potrebbe non risolvere le problematiche di stabilizzazione di numerosi insegnanti di sostegno che, per circa la metà dei casi, nell’anno scolastico in corso, occupa un posto autorizzato in deroga. Per questo motivo, il suggerimento resta quello di considerare primariamente il numero degli studenti con disabilità che avranno necessità di ottenere un insegnante di sostegno e il numero di ore disposte per alunno – oltre al tempo scuola di effettiva frequentazione – e solo successivamente effettuare una stima del numero dei posti utili sul sostegno.

Organico scuola 2023-24, il decreto non risolve la copertura docenti

In relazione alle prime battute delle organizzazioni sindacali, il provvedimento conferma anche quest’anno i limiti della risoluzione della stabilizzazione e della copertura dell’organico scuola prima dell’inizio dell’anno scolastico, oltre alla ripetuta mancanza di volontà nell’investire sulla scuola: ‘Una coazione a ripetere di semplici operazioni contabili senza alcuna riflessione pedagogica. Si continua a rinnovare ad invarianza di risorse scommettendo sulla denatalità con la logica conseguenza di impoverimento del sistema pubblico di istruzione che perde un’altra occasione per fare interventi nella direzione della riduzione della dispersione scolastica, come ad esempio la riduzione del numero di alunni per classe’, si legge nel sito della FLC CGIL.

In questi giorni la discussione sull’organico scuola, che consta di altri provvedimenti che interessano anche la scuola dell’infanzia e scienze motorie, si sposta alle Regioni, che dovranno loro stesse esercitare la propria partecipazione attiva al tavolo di confronto al Miur. Si attendono per questo nuove riflessioni o richieste/proposte di modifiche a seguito anche della pubblicazione del D.M. che dovrà assegnare i posti alle regioni e di riflesso alle singole province.



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