Aumentano i contagi: classi in DAD e previsioni future


Nell’ultimo mese il numero dei contagi registrati è tornato ad aumentare.


Il Ministero dell’Istruzione monitora la situazione settimana dopo settimana, e i dati di marzo hanno dimostrato un peggioramento inaspettato.


Al momento, in una classe su dodici gli alunni sono in Dad o Ddi (classi con almeno uno studente che segue da casa).

Il dato diventa ancora più preoccupante se si pensa alla nuova iniziativa di eliminare l’obbligo di mascherina al chiuso a partire dal 1° maggio.


Docenti e responsabili scolastici sono preoccupati per l’andamento dei contagi, e hanno chiesto a Bianchi - il Ministro dell’istruzione - di ragionare sull’iniziativa.

Tuttavia, Bianchi si è dimostrato molto favorevole all’eliminazione della mascherina, ritenendolo un passaggio chiave per il riavvicinamento alla normalità.


Secondo il ministro, i ragazzi hanno bisogno di tornare a sentirsi uniti, di tornare a vivere la scuola com’era prima della pandemia (per quanto possibile).


I dati registrati


Fortunatamente, l’aumento dei contagi non ha ancora toccato i livelli preoccupanti di metà gennaio.

Il picco più alto è stato raggiunto nella settimana compresa tra il 17 e il 22 gennaio, quando il 15,3% della classi si trovava in Ddi, con almeno uno studente collegato a distanza.


In una delle ultime settimane monitorate - quella che va dal 7 al 12 marzo - la percentuale di studenti in Ddi è arrivata al 7,8 %. Come riportato all’inizio, circa una classe su dodici.


La cosa preoccupante, è che la percentuale è riuscita ad aumentare di un punto in una sola settimana.

Sempre più studenti sono costretti a rimanere a casa, e l’insegnamento rallenta inesorabilmente. Docenti e ragazzi sono stanchi e provati dagli anni di Dad e dalla pandemia, e desiderano solo il ritorno alla normalità.


Per come procedono le cose, viene da chiedersi se togliere l’obbligo di mascherina al chiuso sia la scelta più saggia da fare.

Alcuni esperti si sono subito dichiarati contrari, ma l’ultima parola spetta al Ministero dell’istruzione.


Non ci resta che aspettare ed attendere la decisione di Bianchi, sperando sia la più giusta per la sicurezza degli studenti.



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